Multa Google: per l’UE si tratta di concorrenza sleale

4,3 miliardi, questa è la cifra record a cui ammonta la multa Google stabilita dall’Unione Europea per aver abusato della sua posizione dominante.

L’esposto era stato depositato nel 2013 da Oracle, Microsoft e Nokia per denunciare il comportamento monopolistico di Google.

Dopo cinque anni la commissiaria europea alla concorrenza Vestager ha giudicato la condotta illegale perché contraria alla normativa antitrust ed ha condannato Google a pagare 4,3 miliardi.

Per non incorrere in ulteriori aggravanti e modificare la propria policy, la società di Mountain View ha a disposizione fino a 90 giorni, ma i fattori in gioco sono molti.

Dalle inserzioni pubblicitarie su mobile infatti provengono più della metà delle entrate prodotte dalle inserzioni digitali di Google.

La risposta di Big G alla multa Google

Big G ha già dichiarato che farà ricorso alla multa Google con argomentazioni che proveranno il loro rispetto della legge.

Se da una parte è vero che Google impone ai produttori di androind di preinstallare le proprie applicazioni al loro interno; dall’altro gli utenti sono abilitati a disistallarle in ogni momento.

Ogni funzione preinstallata inoltre viene offerta gratuitamente, quindi non influisce nel costo diretto dei dispositivi.

In secondo luogo c’è la questione di Apple, che ha un monopolio ancora più sviluppato di Big G stesso.

Il ricorso è stato però depositato solamente nei confronti di Google perché Apple ha dispositivi specifici, incompatibili con le app android.

Il precedente

Questa non è la prima volta che l’Unione Europea multa una società per posizione dominante. Nel 2008 Microsoft era stata condannata a pagare 561 milioni per aver imposto il sistema operativo Windows e il browser explorer all’interno dei personal computer prodotti.

Dal punto di vista Google invece si tratta della seconda multa dell’Unione Europea in due anni.

Le conseguenze

Le conseguenze della multa Google non sono solo economiche e soprattutto non influiscono solo sulla nota società di Mountain View.

La sanzione apre un nuovo scenario possibile in cui saranno i consumatori ad avere i maggiori vantaggi: la fine del monopolio porterà a più concorrenza, prezzi più bassi (in alcuni casi) e ad una nuova corsa all’innovazione che darà vita a nuovi servizi.

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