Google ed il suo algoritmo della morte

Potrebbe sembrare una situazione fantascientifica, in realtà Google ha scoperto davvero un algoritmo molto particolare che abbiamo deciso di chiamare “algoritmo della morte“.

Analizzando i big data personali delle singole persone questo algoritmo sembrerebbe infatti capace di fornirci informazioni sulla data della nostra morte.

Non capite male però, non sarà come sul libro “la biblioteca dei morti” in cui qualcuno vi invierà un biglietto con su scritta la data precisa della vostra morte pochi giorni prima, sarà una percentuale che indicherà la probabilità di morire nel breve periodo.

È davvero possibile sapere quando moriremo?

A quanto pare si. Non solo la società di Mountain View ha creato un algoritmo capace di indicare la data della propria morte, ma è riuscito ad ottenere anche una precisione del 95% mai raggiunta prima.

algoritmo della morte: lo studio

L’originale scopo di questo studio era ben diverso da quello finale.

Questo infatti era stato inizialmente pensato per finalità mediche, cioè per prevenire le eventuali ricadute dei pazienti trattati.

Il campione utilizzato per teorizzare l’algoritmo della morte era composto da 216 mila pazienti adulti ricoverati in ospedale per almeno 24 ore.

Nel trattamento si consideravano sia caratteristiche come sesso, età ed etnia, che le cartelle mediche dei singoli pazienti con note e diagnosi dei medici curanti.

Un caso interessante reso noto da Google è quello di una donna inglese malata di cancro all’ultimo stadio ricoverata in ospedale. Il computer interno aveva stimato una probabilità del 9,3% di morire nei giorni di ricovero; la percentuale di Google raggiungeva invece il 19,9%.

Quale risultato era più esatto?

Quello dell’algoritmo della morte di Google basato sull’analisi di circa 175 mila informazioni sulla salute della donna.

Problemi ed usi dell’algoritmo della morte

Le problematiche legate all’algoritmo della morte sono molte ma riguardano tutte lo stesso aspetto: la privacy.

I dati personali legati alla salute sono tra i più importanti tutelati dal GDPR.

Google elaborera una statistica su diretta richiesta dell’interessato? Del medico?

Riuscirà a tutelare questi dati e ad evitare un uso illecito di questi dati da parte di categorie fortemente interessate come le assicurazioni?

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