I BOT DI FACEBOOK BOB E ALICE COME I PROTAGONISTI DI “IO, ROBOT”

Avete presente “Io, robot”, il film del 2004 in cui viene mostrato il rapporto tra uomo e robot che si conclude con la ribellione dei robot ns-5?

In un certo senso questo è quello che è successo al team Facebook Artificial Intelligence Reaserch, che è stato costretto ad interrompere il progetto finalizzato alla creazione di chatbot da integrare in Messanger, la piattaforma di messaggistica istantanea di Facebook.

In questo caso, però, i robot erano semplicemente due bot, software che possono comunicare sia con esseri umani che con computer per eseguire azioni, come prenotare un ristorante, fare una consulenza …

Parlare di ribellione però è un po’ esagerato, in quanto i due bot hanno “semplicemente” creato una lingua propria, accantonando l’inglese che gli era stato inizialmente insegnato.

Lo scopo del team era quello di mettere in comunicazione i due bot per far sì che questi parlassero liberamente, apprendendo nuove regole di linguaggio con il progredire delle conversazioni.

Perché inventare una nuova lingua?

C’è chi pensa che i due bot abbiano voluto cercare un modo per non essere compresi dai ricercatori e chi, ipotesi più probabile, crede che il loro linguaggio sia stato modificato con abbreviazioni più semplici, così da rendere l’interazione più efficiente.

I ricercatori hanno, infatti, notato una spiccata qualità di negoziazione nei due chatbot che hanno, in alcuni casi, finto interesse per un elemento per arrivare al raggiungimento di un compromesso.

Quello che è successo mostra come il tema dell’intelligenza artificiale all’interno del team Facebook sia ancora limitata ma, allo stesso tempo, prova la volontà del Social Network di voler sperimentare in questo ambito, tanto da sostenere che, grazie proprio all’utilizzo delle intelligenze artificiali, si arriverà ad un miglioramento della qualità della vita nei prossimi 5-10 anni.

La storia dei bot del team di Facebook era un mero esperimento, non destinato al pubblico (lo dimostra il fatto che i ricercatori non sono ancora riusciti a capire come i due bot erano in grado di interagire tra di loro in contesti senza intervento umano), ma non mi stupirei se, proprio entro il periodo indicato da Zuckemberg, Facebook riuscisse nel suo obiettivo di inserire chatbot perfettamente funzionanti all’interno di Messanger.

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